PROPOSTA PER PONTE SISTO

Magazine ottobre 1997

Trimestrale di informazione e di discussione culturale a cura dell'Archeoclub di Roma

L'assurda vicenda di Ponte Sisto - da quando sono state rimosse le pensiline in ferro aggiunte alla fine dell'Ottocento al manufatto, sostanzialmente intatto del Quattrocento - si trascina ormai da una quindicina d'anni. Due opposti e irriducibili schieramenti continuano a fronteggiarsi perpetuando un'insopportabile situazione di paralisi (e di degrado). Da una parte, stanno i «quattrocentisti» che propongono di completare il recupero del ponte di Sisto IV con la ricostruzione delle spallette originarie (facilissima per l'ampia documentazione che possediamo); dall'altra, ci sono gli «ottocentisti» che, scandalizzati da tanta proposta, sostengono la necessità di rifare le pensiline per rispettare la storia ael monumento che fino ad esse era arrivata (e perchà © il rifacimento delle spallette quattrocentesche rappresenterebbe un inconcepibile falso).
Una decisione tra le due tesi è, obiettivamente, difficile, ma non è lecito procrastinarla ulteriormente nè è possibile prolungare a tempo indefinito la soluzione provvisoria adottata con la ringhierina sistemata nei mesi scorsi per consentire la riapertura del ponte al passaggio pedonale. Ma allora: perchà © non lasciar perdere ricostruzioni e falsi storici (in tutti e due i casi) e non optare per una terza scelta che aggiunga una fase nuova alla storia del ponte, dopo quella originaria e quella ottocentesca? Perchà © non preferire una soluzione dell'anno 2.000, da realizzare, con estrema semplicità - e con modestia - secondo i criteri, le tecniche e con il gusto, e i materiali odierni? Cercando di rispettare al massimo le strutture e le linee originali e di fare, comunque, una cosa meno pesante e deturpante di quello che fu tatto al tempo dei nostri nonni?