<rss version="2.0"><channel><title>Roma on line - News ed Eventi </title><link>http://www.romaonline.net/</link><description>News ed eventi a Roma aggiornati quotidianamente</description><copyright>Copyright 2012 Hera Net Ltd </copyright>
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<title>Tiziano in mostra a Roma</title>
<link>http://www.romaonline.net/news/tiziano_in_mostra_a_roma/104.html</link>
<description>Roma ospiterà, dal 15 febbraio 2013 al 30 giugno 2013, una tra le mostre più attese nel panorama capitolino. 
Le Scuderie del Quirinale accoglieranno infatti per quattro mesi le sensazionali opere di Tiziano Vecellio, artista tra i più noti e ammirati nel periodo a cavallo tra quattrocento e cinquecento. 
L’età rinascimentale ci ha lasciato opere di inestimabile valore e di immensa bellezza, invidiate e ricordate in tutto il mondo. 
I capolavori di Raffaello, Leonardo e Michelangelo parlano senza dubbio da soli e testimoniano la congerie culturale e il grande rilievo attribuito alle produzioni artistiche che si erano andate sviluppando in Italia in quel periodo così prospero e fecondo per l’arte. 
Tiziano non è certo da meno e la sua attività si svolse prevalentemente a Venezia e ad Urbino, dove ebbe modo di farsi notare e conoscere tanto da essere menzionato, proprio per la sua fama raggiunta in queste due città, addirittura da Ariosto all’interno dell’Orlando Furioso. 
Roma allora rende omaggio nel 2013 ad un grande artista del Rinascimento, maestro con Giorgine del cosiddetto colore tonale e primo vero imprenditore ante litteram di un’azienda a carattere artistica. Grazie alle sue abilità infatti si pose in evidenza presso le più importanti maestranze dell’epoca e riuscì ad ottenere contatti con i più facoltosi committenti d’Italia. 
La sua tecnica, almeno per quanto concerne il primo periodo della sua produzione, si basava sull’attenzione rivolta all’uso personale del colore, in alternativa decisa al “primato del disegno”, tanto esaltato da Michelangelo. Divenne in breve tempo, anche grazie alle sue doti relazionali, il pittore ufficiale della Serenissima ed in particolare la sua fama si enfatizzò notevolmente con l’avvicinarsi al circolo umanistico di Venezia, grazie al quale la sua pittura assunse tratti connessi ai temi filosofici, mitologici e musicali, con la realizzazione di dipinti dal carattere squisitamente elitario. Si affermò pertanto come modello per opere ispirate alle forme della classicità e come uno dei massimi esponenti della ritrattistica dei potenti. Le sue tavole erano allora dominate dal risalto della luce e delle penombre, con una gamma di colori brillanti e corposi, carichi di forza espressiva che si allontana chiaramente nel tempo dal semplice tonalismo della sua giovinezza. Si tratterà di un artista a tutto tondo, esposto a Roma con grande cura, che sarà presentato mediante tutte le sfumature della sua produzione artistica, dando la possibilità ai visitatori di comprendere appieno un altro tassello fondamentale dello splendore della storia dell’arte rinascimentale in Italia.
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A Roma lasciati cullare dal fascino immortale dell’arte..
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<title>Le Corbusier in hotel a Roma</title>
<link>http://www.romaonline.net/news/le_corbusier_in_hotel_a_roma/103.html</link>
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Si svolgerà a Roma dal 18 ottobre 2012 al 17 febbraio 2013, presso il MAXXI, una tra le mostre più attese dell’anno dal titolo “L’Italia e Le Corbusier” e dedicata ad uno dei massimi architetti e urbanisti al mondo. Non si tratta esclusivamente di un’esposizione che ricorda un architetto ma la mostra romana presenterà di fatto l’Architetto con la A maiuscola, colui che più di tutti ha influenzato il corso dell’architettura di questo secolo. 
Maestro, insieme a Wright e Gropius, del movimento moderno, Le Corbusier fu uno dei sostenitori del “funzionalismo” che, fuso insieme alle forme semplici della geometria e dell’architettura lineare, puntava ai bisogni sociali dell’uomo medio nell’assoluta necessità di dover esprimere, attraverso la propria arte, la concretezza degli oggetti attraverso la loro utilità, mediante il binomio insostituibile di forma e funzione. 
Il tema della mostra romana è quello connesso alla volontà di mostrare anche ai meno esperti del settore quanto e in che misura l’Italia incise ed ebbe un ruolo fondamentale nella formazione e nelle scelte architettoniche operate nella sua carriera da Le Corbusier. Di fatto i suoi numerosi viaggi in Europa e soprattutto quelli nel Belpaese, sin da giovanissimo, impressero nella mente dell’architetto la concezione di un necessario bagaglio culturale che poteva essere offerto solo dall’arte antica, da quella romana e tardo-antica e dalla cultura rinascimentale, di cui l’Italia è stracolma. Ma anche l’arte greca influenzò positivamente la futura attività di Le Corbusier, tanto da fargli affermare come il Partendone, posto a monumento perenne contro lo scorrere del tempo sull’Acropoli di Atene, fosse tutt’altro che un marmoreo e accademico emblema di perfezione, ma una creazione viva dello spirito greco, al centro di un paesaggio tra mare e monti. 
L’architettura non è, nella concezione lecorbusiana, allora oggetto statico, icona del bello ma è materia viva, plasmabile e funzionale all’arte e all’uomo stesso. 
Ed allora la mostra romana metterà in luce la componente emozionale dell’architettura di Le Corbusier, al di fuori dei meri problemi di costruzione e al di là dei calcoli strettamente matematici e razionali, poiché, nel suo pensiero, l’architettura è arte per commuovere. 
Designer, oltre che architetto e urbanista, Le Corbusier verrà presentato al MAXXI di Roma attraverso tutte quelle produzioni artistiche che lo hanno reso celebre, come ad esempio le sue opere di pittura e i suoi progetti, i disegni e i modelli assolutamente originali. Il tutto sarà arricchito da un percorso fotografico che ripercorrerà la carriera di uno dei più grandi architetti di sempre che Roma vuole celebrare e immortalare attraverso questa esposizione. 
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La redazione di Romaonline è pronta a soddisfare ogni tua richiesta ed è in grado di offrirti il massimo della professionalità! 
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Roma è come l’architettura di Le Corbusier…un gioco di volumi sotto la luce! 
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<title>Ceneretola a Roma</title>
<link>http://www.romaonline.net/news/ceneretola_a_roma/102.html</link>
<description>La Città di Roma ospiterà dall’8 novembre 2012 al 31 gennaio 2013, presso i locali della Biblioteca Nazionale di Roma, una particolarissima mostra dedicata davvero a tutti, grandi e piccini, connessa con una delle fiabe più note e conosciute al mondo: Cenerentola. 
L’esibizione romana dal titolo “Mille e una Cenerentola” nasce dalla volontà di far conoscere al pubblico le diverse varianti del mito della povera eroina ed in particolare parte dalla consapevolezza che molte di queste storie, soprattutto quelle occidentali e i remake cinematografici, nulla o quasi hanno ormai a che fare con le versioni più antiche ed originali, se così vogliamo chiamarle. 
Roma festeggia di fatto con una mostra e un convegno i 200 anni dall’uscita del volume delle Fiabe dei fratelli Grimm, all’interno del quale la storia di Cenerentola aveva tutto fuorché i tratti di una principessa disneyana. La fiaba infatti era incentrata sulla storia di una giovane fanciulla, la cui condizione esistenziale era stata privata della libertà e della felicità da un evento eccezionalmente triste, come può essere la morte della madre. La sua vita era però, in senso metaforico, ancora nelle sue mani e solo la sua tenacia e la sua forza di volontà potevano realmente cambiarle la vita. In un certo senso Cenerentola rappresenta coloro che hanno il coraggio di prendere in mano il loro destino, al di fuori dei condizionamenti sociali e delle imposizioni. Ma non si tratta in realtà solo di una ribelle, di una figura anticonvenzionale, di una persona che vuole andare contro corrente ma piuttosto di un personaggio che tenta di riscattarsi dalla propria situazione di partenza per riuscire ad emergere.
Ed è forse quindi questo il senso più profondo anche della favola Disney che ha incantato così tante bambine in tutto il mondo da aver necessariamente condizionato almeno una volta la scelta dell’abito di carnevale! 
La mostra romana però darà anche modo di comprendere come il testo della fiaba, grazie allo studio delle versioni più antiche, sia decisamente diverso da quello proposto sul grande schermo ed in particolare quanto siano totalmente assenti il senso di magia e quello di bontà che traspaiono dal cartone animato. Saranno piuttosto l’atmosfera gotica, la prospettiva a tratti malvagia e macabra e la simbologia  religiosa a fare da padroni nelle versioni più antiche e in particolare in quella dei Grimm. Testi tra l’altro che nascono da precedenti storie, forse antichissime di origine cinese o egiziana, e che rimandano al tema della scarpetta, vera protagonista della fiaba, giocando sull’idea del piede piccolo come caratteristica di bellezza e di eleganza femminile. 
Chissà se esistono ancora delle Cenerentole ai giorni nostri? Cenerentole nel senso di cenere e pentole, o almeno così è nato l’appellativo della giovane casalinga, abbastanza disperata, tanto da preferire una vita con un principe sconosciuto piuttosto che lavar stoviglie tutto il giorno! 
La mostra romana sarà l’occasione per vedere con i propri occhi antichissimi manoscritti legati al mito della fanciulla dalla scarpetta di cristallo, ma anche bozzetti, marionette, abiti di scena, concessi dal Teatro dell’ Opera di Roma ed addirittura la fatidica scarpa realizzata da Ferragamo per il film “Ever After. A Cinderella Story”. 
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Vieni a scoprire Cenerentola….è gratis!!
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<title>Costantino storia del futuro</title>
<link>http://www.romaonline.net/news/costantino_storia_del_futuro/101.html</link>
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Si terranno a Roma dal 28 ottobre 2012 al 2 dicembre 2012 una serie di importanti e interessanti incontri che si svolgeranno presso i Musei Capitolini, i Mercati di Traiano, il Museo della Civiltà Romana e la Villa di Massenzio all’interno dell’evento dal titolo “312 d.C. Un ponte tra antichità e medioevo”. La ricca manifestazione sarà dedicata ai 1700 anni dalla battaglia di Ponte Milvio, combattuta tra il futuro imperatore Costantino e l’usurpatore Massenzio e dalla quale è di fatto cambiato il nostro mondo e il nostro destino.
Sembrerebbe un’esagerazione ma in realtà questo scontro ha condizionato la storia dell’Occidente per sempre mutando in parte le concezioni fino ad allora costituite. 
L’evento romano sarà un’ottima occasione per comprendere a fondo la nostra storia, la storia degli antichi Romani e soprattutto le vicende connesse con uno degli imperatori più importanti dell’antichità che nel IV secolo d.C. ha avuto il coraggio e l’astuzia di rischiare e di vincere tutti i contendenti al potere assoluto, divenendo un grande imperatore di Roma.
L’elezione di un unico imperatore, dopo un periodo di incertezze e insicurezze dinastiche, non determinò però un ritorno al passato ma anzi Costantino fu uno tra i sovrani più innovatori degli ultimi secoli dell’Impero. Infatti non solo riorganizzò l’esercito e la moneta ma creò una nuova capitale, Costantinopoli, e soprattutto promulgò l’Editto di Milano e convocò il Concilio di Nicea, due eventi che mutarono il corso della storia, imponendo di fatto il Cristianesimo sulla scena mondiale. 
Per questo considerato addirittura Santo dalla Chiesa Ortodossa, la sua vittoria a Ponte Milvio proietta necessariamente la storia verso il Medioevo, verso un periodo decisamente diverso, rivolto ormai al culto cristiano, protetto dall’egida della fede, irrinunciabile tassello del puzzle del mondo antico. Il cambiamento radicale sarà dal paganesimo al cristianesimo dunque, e sotto il segno della croce, apparsa secondo le cronache cristiane proprio a Costantino nelle campagne vicine a Torino, mentre compiva la sua discesa verso Roma, o proprio a Ponte Milvio, dove sconfisse il rivale Massenzio. 
Che si dia o meno credito a questo prodigio, o piuttosto si ritenga più probabile una spiegazione scientifica che vede una possibile congiunzione planetaria durante il periodo della battaglia o ancora si ritenga che si sia trasformata una leggenda pagana, connessa con il culto del Sol Invictus, in cristiana, forse poco importa ai fini della storia. 
La domanda che piuttosto dovremmo porci, e che è alla base del ciclo di incontri che si terranno a Roma fino a dicembre, è quella connessa all’idea di come sarebbe stata la nostra società e la nostra cultura se non fosse avvenuta la battaglia di Ponte Milvio. 
E’ stimolante fantasticare ed immaginare purché ci si ricordi che la storia non è fatta di sé e di ma, ma solo di fatti ed eventi.  
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<title>Canova in Hotel a Roma</title>
<link>http://www.romaonline.net/news/canova_in_hotel_a_roma/100.html</link>
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Si terrà a Roma dal 27 novembre 2012 al 7 aprile 2013 una grande mostra dedicata ad uno dei più grandi maestri dell’arte italiana: Antonio Canova. 
L’esposizione, dal titolo “Classico e Classicismo. Antonio Canova a Roma”, si terrà a Palazzo Braschi e sarà incentrata sulla vastissima produzione artistica del massimo rappresentante del Neoclassicismo italiano. 
Saranno presentati in maniera davvero esclusiva i lavori meno famosi e meno noti dell'illustre veneziano ed in particolare i gessi e molti disegni che hanno accompagnato la sua carriera di insigne scultore, popolare in tutto il mondo per la sua innata devozione nei confronti dell’arte antica ed in particolare per lo studio e l’emulazione delle forme armoniose e sensuali della classicità. Proprio a partire dall’antico Canova realizza veri e propri indiscussi capolavori come ad esempio la bellissima opera “Amore e Psiche” purtroppo però non ammirabile nel suolo italiano, ma portata in età napoleonica al Museo del Louvre dove è tuttora custodita gelosamente.
La mostra romana si propone di dare uno sguardo a tutto tondo alla produzione di Canova, che non era solo un abile scultore ma aveva delle straordinarie doti di disegnatore e queste si possono ammirare grazie alla cospicua quantità di disegni che arricchiscono la rassegna di palazzo Braschi e che mettono in luce l’attenzione per il chiaro-.scuro, per le morbide forme, per la naturalezza e per lo studio del vero e della realtà colta a volte anche in pose inusuali ed atipiche. Inoltre i disegni e i gessi di Canova presentati alla mostra sono di fatto l’anima delle sculture del grande maestro, sono la base sulla quale lo scultore lavorava insieme alla sua bottega e sono il fulcro vitale dei grandissimi capolavori messi a disposizione dal museo di Bassano. 
Perché in fondo l’arte del Canova nasceva dall’idea che riusciva a concretizzarsi grazie ad un disegno o anche un dipinto e veniva poi ad essere realizzata mediante matrici in creta e in gesso che davano, grazie alla bravura dell’artista, l’idea di come l’opera sarebbe diventata. Ma era senza dubbio il marmo a fare la differenza! Sbozzatone un pezzo informe Canova era in grado di animare le figure alle quali mancavano solamente il respiro.
La rappresentazione dell’armonia, del movimento e  l’attenzione rivolta della tensione dei corpi fanno apparire queste opere come un tangibile scatto fotografico che immortala questi capolavori per l’eternità. 
Senza dubbio si tratta di una mostra interessante e unica nel suo genere in grado di farci comprendere la bravura e l’eccezionalità di questo straordinario artista.
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L’eleganza del Canova pervade Roma..fatti rapire!! 
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<title>Afrodite a Roma</title>
<link>http://www.romaonline.net/news/afrodite_a_roma/99.html</link>
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Ha aperto i battenti il 19 ottobre 2012 e resterà visitabile al pubblico fino al 5 gennaio 2013, presso le Sale delle Bandiere del Palazzo del Quirinale, una interessante mostra dal titolo “Cipro, isola di Afrodite”.
L’esposizione, a carattere archeologico, sarà l’occasione per ammirare la ricchezza di questa terra in grado di affascinare con le sue rovine e i suoi paesaggi mozzafiato ogni tipo di turista e di curioso. 
Ma non sarà necessario, almeno fino a gennaio, recarsi di persona nell’isola più orientale del Mediterraneo, proprio perché Roma riuscirà a portare un po’ di antica cultura cipriota anche in Italia, attraverso una serie di reperti davvero affascinanti ed unici. 
L’isola, nota per i suoi importanti insediamenti fin in età antichissima, tanto da fare addirittura parte del prestigioso e misterioso impero ittita, era il luogo mitologicamente designato come patria della bellissima dea Afrodite, alla quale è dedicata di fatto l’esposizione romana con una sessantina di manufatti provenienti da questa meravigliosa oasi del Mediterraneo. 
Nell’immaginario degli antichi Greci e nella tradizione culturale in generale, Afrodite/Venere riveste un ruolo quanto mai cruciale nella vita dell’uomo essendo la dea della bellezza e dell’amore. Non a caso è tra le divinità antiche più ammirate e riproposte anche in età rinascimentale: basti pensare alla splendida Venere del Botticelli, solo per citare quella più famosa. 
Eppure la figura di Afrodite non è inizialmente contraddistinta da forme dolci e sinuose ma appare nella cultura cipriota come una “Madre Terra”, dalla figura morbidissima e a tratti potremmo dire “obesa”, in grado di accogliere metaforicamente nel suo grembo voluminoso l’intera umanità. La rappresentazione della dea in età pre-classica apparirà allora quasi buffa e sarà presentata in maniera decisamente diversa da come noi siamo abituati, in un certo senso, ad immaginare la dea più bella del Pantheon greco, forma di sensualità e femminilità per eccellenza. 
Cipro sarà la co-protagonista insieme alla dea Afrodite della mostra di Roma che permetterà di far comprendere davvero a tutti, compresi i non esperti del settore, come si sia radicata la religione greca anche in questa ultima appendice del mondo occidentale prima dell’Asia, riprendendo in parte antiche credenze del mondo ittita, come ad esempio lo stesso culto di Afrodite, venerata già da lungo tempo in queste zone ma con il nome di Ishtar. 
Le sculture di età antica, il vasellame e le produzioni artistiche fino ad età romana saranno al centro della rassegna in programma al Quirinale e saranno l’occasione giusta per osservare come la ricerca archeologica, seppur tra mille difficoltà, e perché no, anche con il contributo essenziale delle missioni italiane all’estero, riesca ad andare avanti e a far emergere dalla terra il passato di popoli scomparsi ma tangibilmente presenti nella nostra contemporaneità. 
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Roma riesce ad entusiasmare proprio tutti…farà lo stesso con te! 
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<title>Il fascino del denaro</title>
<link>http://www.romaonline.net/news/il_fascino_del_denaro/98.html</link>
<description>Si terrà a Roma dal 25 ottobre 2012 al 7 dicembre 2012 una interessante mostra dal titolo “Homo sine pecunia est imago mortis” dedicata all’estro di una importante artista, Sonya Orfalian, che incentra la sua esibizione su un tema molto caro agli italiani: i soldi, la loro immagine e il loro valore nella società. Di fatto sembrerebbe trattarsi di una rassegna ambiziosa, dovendo focalizzare l’attenzione su uno dei fondamenti della nostra odierna modernità, ma parlarne attraverso video e raccontando la funzione e il valore dei soldi, anche nell’antichità, mediante immagini senza dubbio accattivanti, sarà la carta vincente per riuscire ad ammaliare il pubblico e per rendere indimenticabile la visita. 
Perché in fondo è vero, lo dice anche il detto: i soldi non fanno la felicità! 
I soldi non sono altro che pezzi arrotondati di metallo o forme rettangolari di carta colorata, ma averceli o meno fa davvero la differenza! 
Già presso gli antichi l’idea del denaro era alla base del commercio e degli scambi tra persone e popoli ed era essenziale la realizzazione di monete in metalli preziosi, dall’oro all’argento fino al bronzo e alle leghe meno pregiate, diffuse quest’ultime in periodi di crisi, che potessero attestare la potenza e l’importanza di chi emetteva i nominali. E’ innegabile come anche le immagini che venivano effigiate sulle monete siano simbolicamente di inestimabile valore, soprattutto oggi, perché ci permettono di capire chi e in quale regione c’erano le disponibilità essenziali per coniare monete e esportarle in tutto il mondo. 
Basti pensare alla famosa immagine della civetta ateniese nei coni greci, ancora oggi presente al dritto dell’euro ellenico, e diffusa nei traffici commerciali del Mediterraneo antico, all’interno dei quali non si rischiava di far scomparire questa moneta dal commercio. Ma anche il volto di Alessandro Magno, che non a caso viene replicato in più e più copie in tutto il mondo fino ad allora conosciuto, si trova inciso sulle monete di età ellenistica e rappresenta la grandezza del personaggio ma anche il simbolo dell’eccezionalità del suo regno che arrivava fino all’Indo. 
E come non parlare della prua della nave nel denario romano, anch’esso simbolo che dimostrava la vastità e la potenza dello stato di Roma. 
Ai giorni nostri il dollaro forse, prima della crisi economica, ha eguagliato in quanto a fama queste importanti valute antiche ma il problema di fondo è forse che oggi l’uomo dei giorni nostri è nulla senza il denaro. Ed è forse questo il messaggio, magari anche polemico, che vuole trasmettere la mostra in programma alla Galleria Whitecubealpigneto di Roma: è difficile non sentirsi un uomo privo di senso se non si ha il potere di poter fare ciò che si vuole nella propria vita. La questione è che il denaro sembra essere, in ogni epoca e in ogni ambito della storia umana,  la componente aggiuntiva fondamentale per permettere il raggiungimento dei propri obiettivi predisposti. 
Togliere le immagini alle monete, smembrandole, fa sì che esse perdano il loro significato simbolico e le riduce al valore intrinseco nudo e crudo del loro vile materiale. 
Allora siamo noi che diamo potere al denaro e non il denaro che dà potere a noi! 
Una esposizione davvero stimolante e avvincente che merita di essere ammirata e compresa a fondo. 
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Lasciati tentare…Roma è una pioggia di monete d’oro!
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<title>Michelangelo in hotel a Roma</title>
<link>http://www.romaonline.net/news/michelangelo_in_hotel_a_roma/97.html</link>
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Sarà aperta a Roma dal 31 ottobre 2012 al 7 dicembre 2013 una imperdibile mostra dedicata ad uno dei geni indiscussi del Rinascimento italiano: Michelangelo Buonarroti. L’esposizione “Michelangelo e la Cappella Sistina nel disegni della casa Buonarroti” si terrà all’interno degli ambienti del Refettorio di Palazzo San Macuto, presso le sedi della Biblioteca della Camera dei Deputati, e metterà a disposizione del pubblico una sensazionale varietà di cartoni e disegni preparatori della Cappella Sistina, forse l’opera che, insieme alla Pietà, meglio rappresenta la grandissima maestria di Michelangelo, il vero artista a 360 gradi, in grado di essere davvero poliedrico e multitasking, tanto per proporre un termine dei nostri tempi, decisamente di moda ultimamente. Certamente Michelangelo non avrebbe avuto alcun tipo di problema ad adattarsi ai nostri periodi carichi di crisi, nei quali è necessario essere talmente tanto versatili da perdere di vista anche il nostro punto di partenza, la nostra formazione e il motivo per il quale abbiamo iniziato un determinato percorso lavorativo. Michelangelo sapeva realmente fare tutto, era pittore, scultore, architetto e a 500 anni di distanza riesce ancora a farci stupire ed è in grado di farci rimane a bocca aperta dinnanzi alla bellezza della Cappella Sistina, quasi fossimo incapaci di comprendere appieno il potere magico sprigionato dal più grandioso ciclo di affreschi dell’arte occidentale, realizzato da un uomo, per quanto geniale e folle, in poco meno di 5 anni e nel quale ci sono l’essenza e l’anima del Rinascimento in Italia. 
Lo studio naturalistico delle forme e dei corpi, i nudi virili, le scene figurate e le immagini monumentali, create dalla mano di Michelangelo come forze che si stagliano nelle pareti, come anime vive in grado di emanare la loro vitalità, fungono da simboli del destino dell’uomo che eleva così il proprio spirito.
Roma celebra allora i cinquecento anni di questa importante opera attraverso una grande mostra che può dimostrare al pubblico come l’arte non si invecchia, non passa di moda, non segue la cresta dell’onda e non sfiorisce se valorizzata e considerata a dovere. Ed è un nostro dovere dare a queste opere immortali la possibilità di vivere ogni giorno e di essere ammirate per la loro magnificenza, perché in fondo siamo gli unici depositari del nostro bagaglio culturale e gli unici in grado di decidere del loro importante futuro. 
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L’arte non invecchia mai..vieni a provare il suo elisir di lunga vita!!
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<title>Stanley Kubrick in hotel a Roma</title>
<link>http://www.romaonline.net/news/stanley_kubrick_in_hotel_a_roma/96.html</link>
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Roma ospita presso il Chiostro del Bramante dal 19 ottobre 2012 al 25 novembre 2012 una mostra davvero surreale dedicata a Stanley Kubrick.
Ma non si tratta, come molti potrebbero pensare, di una retrospettiva destinata a ripercorrere la straordinaria carriera di uno dei cineasti più famosi al mondo, quanto piuttosto si cercherà di cogliere un lato professionale del registra statunitense forse non poi così noto a tutti. 
La mostra dal titolo “Stanley Kubrick Photographer” rivela già dal titolo il carattere intrinseco dell’esposizione, incentrata sulla foto e sugli scatti del grande Kubrick all’inizio della sua vita, quando ancora squattrinato girava per New York in cerca di una propria identità. 
Le fotografie e le immagini in bianco e nero, i dettagli e le atmosfere evocate da Kucrick sono delle vere e proprie chicche che presagiscono il grande genio che di lì a poco avrebbe generato film strafamosi e straordinari come “2001: Odissea nella spazio”, “Arancia Meccanica” e “Eyes Wide Shut”.
Sarà quindi una mostra davvero esclusiva, presente a Roma solamente un mese, ed in grado di affascinare tutti i cultori del regista ma anche chi non si intende assolutamente di cinematografia. In fondo l’esibizione romana presenta un Kubrick decisamente inedito, come non lo avete mai visto, ma sicuramente già poliedrico e sfaccettato, interessante e a tratti intimo e riservato anche perché le fotografie sono un po’ lo specchio di come il fotografo vede e interpreta il mondo e quindi un modo assolutamente alternativo per vedere la realtà con gli occhi di chi ha scattato l’immagine che noi osservatori ignari interpreteremo in modo molto personale. 
La mostra allora sarà un’ottima occasione per comprendere l’innata creatività del regista americano attraverso un’altra forma di arte e mediante immagini capaci di emozionare. Gli scatti tutti in bianco e nero colgono momenti particolari di personaggi più o meno famosi: è il caso del pugile italo-americano Rocky Graziano colto in un momento che non ci aspetteremmo, e quindi non sul ring ma nudo mentre fa la doccia, mostrando la sua natura decisamente alternativa. In fondo le immagini proposte nella rassegna romana sono pezzi di come Kubrick leggeva le vite di coloro che ritrae: passanti, lustrascarpe, coppie innamorate o piuttosto piccoli dettagli di uomini qualunque che diventano immortali grazie al potere della mente del fotografo. 
A distanza di quasi sessantenni i turisti della bellissima Roma potranno deliziare i loro occhi con i capolavori di questo grandissimo regista che ha davvero lasciato al mondo un segno tangibile della sua presenza.
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Scaldati con l’arte..non te ne pentirai!!
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<title>Museo degli scheletri a Roma</title>
<link>http://www.romaonline.net/news/museo_degli_scheletri_a_roma/95.html</link>
<description>Ha aperto i battenti il 26 giugno 2012 un nuovo museo nella Capitale all’interno di una delle vie più famose e rinomate in tutto il mondo, Via Veneto. Se vi imbattete nella Chiesa dell’Immacolata Concezione, camminando tra hotels di lusso e bellissime vetrine, siete assolutamente nel posto giusto. Il Museo dei Cappuccini si trova al suo interno e raccoglie una gran quantità di materiale legato alla storia e alla vita dei Frati che hanno avuto rilevanza nella nostra contemporaneità o sono stati esemplari per l’ordine stesso. Il Museo, attraverso un apposito percorso di visita, mediante ricche opere d’arte, oggetti e paramenti liturgici, antichi manoscritti, permetterà al visitatore di cogliere la grande spiritualità dell’ordine cappuccino, intriso di misticismo e semplicità e in grado di sprigionare un forte senso di spirito fraterno. Le sezioni del museo saranno dedicate alle vite dei Santi e dei Frati di uno degli ordini più antichi e metteranno in evidenza la cultura che da sempre caratterizza l’Ordine, proponendo capolavori davvero unici come per esempio il San Francesco da poco attribuito al grande Caravaggio.
Ma il complesso dell’Immacolata a Roma non è solo la meta per recarsi al neonato museo dei Cappuccini ma contiene al suo interno, nei suoi sotterranei, uno dei luoghi più visitati della Capitale, uno dei posti più macabri e particolari di tutta la Città Eterna. Stiamo parlando del “museo degli scheletri” che in realtà nient’altro è se non la cripta-ossario decorata con oltre 4000 ossa dei frati, raccolte dal cimitero dei Cappuccini tra il XVII e il XIX secolo. 
Le ossa decorano le cinque cappelle formando ghirlande che arrivano fino al soffitto e impreziosiscono in maniera assolutamente insolita e lugubre la cripta. All’interno delle cappelle è possibile osservare anche alcuni corpi ancora interi di frati mummificati con indosso le vesti tipiche dell’Ordine e, secondo la tradizione, la terra che si trova sparsa in più parti della cripta proverrebbe addirittura dalla Terra Santa.  
In realtà la scelta di addobbare con teschi, mascelle, tibie e peroni le pareti della porzione ipogeica della chiesa può apparire assolutamente assurda ma ha in sé un disegno ben preciso ed è quello di voler esorcizzare la morte e di affermare con estrema decisione che il corpo è solo un contenitore per qualcosa di più elevato e sublime, l’anima. Ed allora dopo la morte il corpo vuoto del suo soffio vitale può essere riutilizzato in altro modo, anche a fini artistici, dal momento che al suo interno vi è solamente il nulla. 
E tu hai paura degli scheletri? Se sei curioso di visitare questo luogo non ti resta che contattarci e scoprire insieme a noi tutte le fantastiche iniziative che Romaonline organizza per i suoi clienti. 
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Vieni a scoprire uno dei luoghi più enigmatici di Roma dove il mistero si può davvero toccare con mano! 
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