Hotel a Santa Maria Maggiore e il culto della Madonna a Roma
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La Basilica di Santa Maria Maggiore è una delle quattro
chiese patriarcali di Roma e una delle "Sette
Chiese" che dalle origini furono meta costante di grandi pellegrinaggi.
Fu costruita da Sisto III nel V secolo sull'Esquilino,
un luogo già frequentato dalle donne romane che si recavano sul colle
presso il tempio dedicato alla dea madre Giunone Lucina. La
basilica svolse un ruolo determinante nell'affermare con prepotenza il
ruolo della Vergine Maria nell'ambito della cristianità.
La dedica di Sisto III fu infatti la conseguenza delle conclusioni tratte all'indomani
del concilio di Efeso, del 431, durante il quale si stabilì che Maria non
fosse solamente la madre terrena di Cristo, ma che lo splendore
soprannaturale la poneva al di sopra di ogni altra cosa creata e che poteva legittimamente
essere chiamata Madre di Dio. Da allora il culto di Maria ebbe
un enorme sviluppo, fra celebrazioni e chiese intitolate in tutto il mondo.
A memoria dell'avvenimento restarono i mosaici voluti da Sisto III.
Da un punto di vista strettamente artistico la Basilica di Santa Maria Maggiore
presenta all'esterno una facciata pienamente sei e settecentesca, mentre
l'interno è uno dei rari esempi interamente sopravvissuti in stile
classico.
La dominante classica degli interni è parzialmente mitigata dal superbo
soffitto rinascimentale (secondo la tradizione decorato con il primo oro giunto
dal Nuovo Mondo), e il bel pavimento cosmatesco.
La classicità torna però prepotente nelle magnifiche file di colonne
che separano le tre navate, dividendo gli spazi in modo impeccabile ed armonioso.
Lungo le mura e al di sopra degli architravi sfilano una serie di 36 pannelli
decorati a mosaico, che risalgono all'epoca di Sisto III (anche se alcuni
studiosi ritengono che provengano da un'epoca ancora precedente, prelevati
da altri edifici), che illustrano scene tratte dall'Antico Testamento.
Altri mosaici si trovano ancora a decoro dell'altare maggiore, a rappresentare
l'Annunciazione, scene di vita del Cristo fanciullo. Numerose
sono le scene dedicate alla Vergine Maria, nel suo ruolo di
Madre di Dio, tema ricorrente proprio per sottolinearne gli attributi sanciti
dal concilio.
Oltre ai mosaici la Chiesa di Santa Maria Maggiore nasconde altri tesori, come
l'immagine acheropita (non frutto di opera umana ma apparizione miracolosa)
della Madonna, la reliquia della Mangiatoia e
l'Oratorio del Presepio. Quest'ultimo ha un legame
molto profondo con la basilica, la cui presenza è testimoniata fin dall'età di Teodoro
I, intorno alla metà del VII secolo. Questo angolo in particolare
un tempo doveva essere molto ricco di oggetti preziosi, frutto delle frequenti
donazioni dei papi. Purtroppo i tesori contenuti nell'oratorio sparirono
nel 1527, quando il "Sacco di Roma" comportò lo
spoglio dell'Oratorio, sorte condivisa anche dalle altre chiese romane.
Un capolavoro che non ha subito le vicende legate alle scorrerie del XVI secolo è la
decorazione realizzata fra il XIII e il XIV secolo dal grande scultore Arnolfo
di Cambio.
Le statue sono circa la metà della grandezza naturale, raffigurano scene
tratte dalla capanna di Betlemme, e rappresentano forse la migliore
realizzazione del genere. Le statue scolpite da Arnolfo di Cambio trasudano di
misticismo e poesia della cristianità medievale.
Le due navate della chiesa sono sormontate da due splendide cappelle: nella navata
destra si trova l'opulenta cappella sistina, fitta di decorazioni artistiche
all'interno della quale riposano le tombe dei Sisto V e
del papa san Pio V Ghisleri.
La cappella paolina è invece dedicata a Paolo V Borghese,
costruita nel 1611, alla cui realizzazione parteciparono i migliori artisti dell'epoca,
fra i quali spicca Pietro Bernini, padre di Gian Lorenzo.

