Hotel a Santa Maria Maggiore Roma

Hotel a Santa Maria Maggiore Roma

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Hotel a Santa Maria Maggiore e il culto della Madonna a Roma

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Hotel Center 1-2-3 a Roma nei pressi di Santa Maria Maggiore Via Giolitti 433, 00185 - Roma
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Hotel Farnesina nei pressi di Santa Maria Maggiore Via della Farnesina 21/23, 00194 - Roma
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La Basilica di Santa Maria Maggiore è una delle quattro chiese patriarcali di Roma e una delle "Sette Chiese" che dalle origini furono meta costante di grandi pellegrinaggi.
Fu costruita da Sisto III nel V secolo sull'Esquilino, un luogo già frequentato dalle donne romane che si recavano sul colle presso il tempio dedicato alla dea madre Giunone Lucina. La basilica svolse un ruolo determinante nell'affermare con prepotenza il ruolo della Vergine Maria nell'ambito della cristianità. La dedica di Sisto III fu infatti la conseguenza delle conclusioni tratte all'indomani del concilio di Efeso, del 431, durante il quale si stabilì che Maria non fosse solamente la madre terrena di Cristo, ma che lo splendore soprannaturale la poneva al di sopra di ogni altra cosa creata e che poteva legittimamente essere chiamata Madre di Dio. Da allora il culto di Maria ebbe un enorme sviluppo, fra celebrazioni e chiese intitolate in tutto il mondo.
A memoria dell'avvenimento restarono i mosaici voluti da Sisto III.
Da un punto di vista strettamente artistico la Basilica di Santa Maria Maggiore presenta all'esterno una facciata pienamente sei e settecentesca, mentre l'interno è uno dei rari esempi interamente sopravvissuti in stile classico.
La dominante classica degli interni è parzialmente mitigata dal superbo soffitto rinascimentale (secondo la tradizione decorato con il primo oro giunto dal Nuovo Mondo), e il bel pavimento cosmatesco.
La classicità torna però prepotente nelle magnifiche file di colonne che separano le tre navate, dividendo gli spazi in modo impeccabile ed armonioso.
Lungo le mura e al di sopra degli architravi sfilano una serie di 36 pannelli decorati a mosaico, che risalgono all'epoca di Sisto III (anche se alcuni studiosi ritengono che provengano da un'epoca ancora precedente, prelevati da altri edifici), che illustrano scene tratte dall'Antico Testamento.
Altri mosaici si trovano ancora a decoro dell'altare maggiore, a rappresentare l'Annunciazione, scene di vita del Cristo fanciullo. Numerose sono le scene dedicate alla Vergine Maria, nel suo ruolo di Madre di Dio, tema ricorrente proprio per sottolinearne gli attributi sanciti dal concilio.
Oltre ai mosaici la Chiesa di Santa Maria Maggiore nasconde altri tesori, come l'immagine acheropita (non frutto di opera umana ma apparizione miracolosa) della Madonna, la reliquia della Mangiatoia e l'Oratorio del Presepio. Quest'ultimo ha un legame molto profondo con la basilica, la cui presenza è testimoniata fin dall'età di Teodoro I, intorno alla metà del VII secolo. Questo angolo in particolare un tempo doveva essere molto ricco di oggetti preziosi, frutto delle frequenti donazioni dei papi. Purtroppo i tesori contenuti nell'oratorio sparirono nel 1527, quando il "Sacco di Roma" comportò lo spoglio dell'Oratorio, sorte condivisa anche dalle altre chiese romane.
Un capolavoro che non ha subito le vicende legate alle scorrerie del XVI secolo è la decorazione realizzata fra il XIII e il XIV secolo dal grande scultore Arnolfo di Cambio.
Le statue sono circa la metà della grandezza naturale, raffigurano scene tratte dalla capanna di Betlemme, e rappresentano forse la migliore realizzazione del genere. Le statue scolpite da Arnolfo di Cambio trasudano di misticismo e poesia della cristianità medievale.
Le due navate della chiesa sono sormontate da due splendide cappelle: nella navata destra si trova l'opulenta cappella sistina, fitta di decorazioni artistiche all'interno della quale riposano le tombe dei Sisto V e del papa san Pio V Ghisleri.
La cappella paolina è invece dedicata a Paolo V Borghese, costruita nel 1611, alla cui realizzazione parteciparono i migliori artisti dell'epoca, fra i quali spicca Pietro Bernini, padre di Gian Lorenzo.