Hotel in zona San Giovanni in Laterano


Hotel San Remo nei pressi di San Giovanni in Laterano

Hotel San Remo nei pressi di San Giovanni in Laterano

Via Massimo D'Azeglio 36, 00184 - Roma

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Segnalati dalla redazione

Hotel Farnesina nei pressi di San Giovanni in Laterano

Hotel Farnesina nei pressi di San Giovanni in Laterano

Via della Farnesina 21/23, 00194 - Roma

Hotel, immerso nel cuore della città di Roma e di pregiate rifiniture, offre a tutti i propri visitatori un ambiente accogliente.

San Jouan Guest House Hotel a San Giovanni in Laterano

San Jouan Guest House Hotel a San Giovanni in Laterano

Via Francesco Berni 7 - 00185 Roma

L'hotel si trova nel cuore della città, a pochi passi dal Colosseo e dai principali luoghi di interesse storico. Inoltre è vicino alla stazione della metropolitana e a tutti gli altri mezzi di trasporto. Situato in una zona silenziosa, occupa un edificio indipendente.

Hotel a San Giovanni in Laterano
"madre e capo di tutte le chiese di Roma"

E' la basilica più importante di Roma e del mondo intero, sede e cattedrale del papato. Fu fatta edificare da Costantino sopra l'antica caserma del corpo di guardia privato dell'imperatore.
La sua storia è particolarmente travagliata, avendo subito numerose traversie dovute a terremoti, incendi e devastazioni. La prima si ebbe al tempo della discesa dei Vandali, alla quale seguž la ricostruzione per opera di Leone Magno, nel V secolo.
Successivamente, intorno all'VIII secolo l'edificio fu scosso da un terremoto e rimesso a nuovo solamente un secolo più tardi. Per altre due volte venne coinvolto in incendi e quasi raso al suolo, fino alla ricostruzione nel secolo XIV.
La sistemazione definitiva la ebbe solamente a partire dal 1732, quando grazie al concorso indetto per scegliere il progetto della nuova facciata, venne affidato l'incarico all'architetto di ispirazione classica Alessandro Galilei.
Precedentemente era stato l'architetto Francesco Borromini a restaurare l'intero corpo della chiesa, il quale dovette sobbarcarsi il compito di rinnovare l'edificio, mantenendo però quanto di antico e di originario era possibile mantenere. Questa tendenza, volta a conservare rigidamente quanto di primigenio fosse contenuto in ogni edificio sacro, fu un indirizzo dettato dalla Controriforma e seguito in modo molto rigoroso almeno fino alla prima metà del Seicento. Le chiese potevano si essere rinnovate e restaurate, ma doveva essere salvato ogni minimo dettaglio che potesse rimandare alla chiesa delle origini, ai sacrifici dei primi cristiani, ai tempi eroici della fede.
Per questo motivo il Borromini non potè liberamente dare sfogo alla propria fantasia creatrice, ma dovette confrontarsi con alcuni vincoli che ne imbrigliarono parzialmente l'estro.
Fra gli elementi che vennero preservati ci sono il Battistero, i campanili, numerose tombe medievali e rinascimentali, il pavimento cosmatesco, il tabernacolo e il bel soffitto rinascimentale.
L'interno della basilica in ogni caso risplende pienamente di luce barocca, anche se i molti elementi conservati compongono un ottimo contrasto con le ardite soluzioni proposte dal Borromini. Una delle più riuscite ed ammirate è quella adottata nelle navate minori, dove l'obbligo di conservare i frammenti di monumenti antichi lo spinse a racchiuderli entro movimentate e audaci edicole barocche.
La navata centrale è dominata invece dallo splendido soffitto che risale alla metà del XVI secolo, adornata ai lati dalle dodici statue che raffigurano gli apostoli.
Le quattro navate laterali, oltre alle splendide edicole, illustrano maggiormente il genio del Borromini, grazie alle fughe di archi, volte, cupole, cupolette e architravi eccezionalmente riuscite, arricchite da ricorrenti fregi raffiguranti uno dei temi più cari all'architetto, l'angioletto alato.
Uno dei massimi capolavori dell'intera basilica è il frammento centrale dell'affresco di Giotto, contenuto entro la navata intermedia destra, lungo il primo pilastro a sinistra, nel quale è rappresentato papa Bonifacio VIII che indice il primo anno santo, quello celebrato nel 1300.
Fra le molte cappelle che si aprono nei transetti, di particolare interesse è quella dedicata ad uno dei papi più importanti del medioevo, Innocenzo III, morto a Perugia nel 1216 e traslato nella Basilica di San Giovanni in Laterano nel 1891 per volontà di Leone XIII. La basilica, durante il pontificato di Innocenzo III, fu teatro di un evento decisivo per l'intera cristianità, ovvero l'incontro fra san Domenico e san Francesco, preludio all'approvazione della regola concessa dal pontefice ai rispettivi ordini. L'episodio è ricordato nel ciclo di affreschi moderni visibile nel presbiterio.
A metà del transetto si trova un altare con una tavola in legno. Questo è l'Altare Papale, dove si dice che san Pietro abbia celebrato la Messa e dove solo il papa può ripetere tale rito.
Nella Basilica di San Giovanni in Laterano il papa svolge difatti le sue funzioni di vescovo di Roma, in quanto sede ufficiale ecclesiastica del pontefice.
La sua preminenza deriva dall'essere la chiesa più antica di tutta la terra, il primo luogo di culto cristiano ufficialmente riconosciuto.
Ciò la rende la basilica più elevata in grado fra tutte le altre, alla quale è attribuito il titolo di "Madre e capo di tutte le chiese di Roma e di tutta la terra".


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