COLONNA TRAIANEA

Indirizzo: Piazza Venezia

Fra le bellezze che colpiscono di più l'ammirazione di chi visita Roma, è la rara bellezza delle sue colonne, la purezza del disegno sia di quelle istoriate dalla base al capitello che di quelle più semplici, siano esse ad uso ornamentale di chiese, fontane o edifici, che erette ad insigne onoranza di grandi condottieri. Gli esempi più notevoli sono le due cocliti di Traiano e di Antonino.

Detta anche "coclide" dalla spirale di scultura narrativa che la avvolge. Venne eretta in onore dell'Imperatore nel 113 a. C.. Rimasta nel luogo della sua originaria collocazione, Sisto V, nel 1587, si limitò a sovrapporle la statua di S. Pietro. à alta, con il basamento e il capitello, circa 38 metri (la sola colonna misura m 29,70). La sua proporzione è circa di 8 diametri; fu innalzata sulla piazza ove sorgeva il colle Quirinale, è posta su un alto piedistallo a dado ornato agli angoli da 4 aquile reggenti festoni e su tre lati a bassorilievo, da trofei di armi daciche. Funge anche da tomba e narra, attraverso un bassorilievo che si avvolge per 23 spire e sul quale si contano le 2500 figure decorate alte 0,6 m. che si succedono lungo l' asse elicoidale, le guerre nella Dacia condotte dall' imperatore Traiano dal 101 al 108 e dal 105 al 107 d. C. Essa è praticabile all' interno dove si apre un piccolo ambiente: qui su un banco marmoreo, è deposta l' urna d' oro con le ceneri di Traiano nel 117, anno della sua morte. Sempre all' interno parte una scala a chiocciola, rischiarata da 42 finestruole, di 185 gradini, lunghi 0.8 m., tagliata nel marmo, che conduce in vetta alla colonna. Nel 1162 la colonna, che a quel tempo era ancora di proprietà della chiesa dei SS. Apostoli, mentre la cappella a ridosso della colonna apparteneva al monastero femminile di S. Ciriaco in via Lata, fu posta direttamente sotto la tutela del Senato e dell' intero popolo romano: si volle garantire così che la colonna rimanesse integra e non decurtata e fu decretato che ogni abuso fosse punito con la morte e con la confisca dei beni.