Templi

Un gran numero di templi trovava e trova posto nella capitale; spesso i cristiani hanno fatto chiese di queste costruzioni, oppure hanno edificato sopra le rovine di uno di essi. Roma, quale capitale dell'Impero, vide diversi culti svilupparsi nel proprio seno; per questo, anche i culti orientali (Mithra...) hanno avuto la loro parte.

La parola Tempio indica comunemente l'edificio consacrato al culto delle divinità, concepito anche come dimora permanente o temporanea della divinità stessa. L'edificio sacro non è un fenomeno esistente in tutte le religioni, appare solo in determinati tipi di civiltà. Il termine templum deriva da una radice che indica l'atto di tagliare, cioè delimitare, il luogo da adibirsi al culto. Templum era anche lo spazio che l'augure di volta in volta circoscriveva nel cielo per osservare i presagi.

Nel periodo storico romano, col nome templum si designavano gli edifici "inaugurati", mentre quelli non costituiti per atto augurale si chiamavano aedes sacrae. A Roma, nel 2° sec., sotto l'influsso ellenistico, si costruirono templi in pietra. Verso la fine del 1° sec. A.C. si introdusse l'uso del marmo e poi, nel 1° sec. D.C., anche del mattone. Quest'ultimo permetterà di creare nuove piante e dimensioni grandiose.