Introduzione al Giubileo

La Chiesa Cattolica si prepara a festeggiare il 2000 con grande solennità. Secondo i calcoli del monaco Dionigi il Piccolo (=520) l'anno di nascita di Gesù Cristo è il 753 dell'epoca romana. Però il confronto con gli altri dati storici del Vangelo e altre informazioni di autori latini ci obbliga a mettere il Natale di Gesù da 5 a 7 anni prima dell'era cristiana. Quindi nel primo anno dopo Cristo... Gesù aveva già... circa sei anni! Il nostro giurista Dionigi il Piccolo voleva mettere in risalto che Gesù è il centro della storia dell'umanità: gli anni si contano in due ere: prima e dopo Cristo. Malgrado l'errore di computo, il bimillenario di Cristo, anche se realmente già passato, è da sottolineare come avvenimento umano, storico e culturale. Per i cristiani è l'occasione di una riflessione, di una preghiera più intensa, di una conversione vera e di una carità operativa. Il 10 novembre 1994, il Papa Giovanni Paolo II ha reso noto la lettera apostolica Tertio Millennio Advenire (=mentre si avvicina il terzo millennio) nella quale richiamava la Chiesa a prepararsi a celebrare questa ricorrenza con un GIUBILEO. Il Papa sottolineava: "I duemila anni dalla nascita di Cristo - prescindendo dall'esattezza del computo cronologico - rappresentano un GIUBILEO straordinariamente grande non soltanto per i cristiani ma indirettamente per l'intera umanità, dato il ruolo di primo piano che il Cristianesimo ha esercitato in questi millenni. Significatamente il computo del decorso degli anni si fa quasi dappertutto a parire dalla venuta di Cristo nel mondo, la quale diventa così il centro anche del calendario oggi più utilizzato. No è forse questo un segno del contributo impareggiabile recato alla storia universale dalla nascita di Gesù di Nazareth?" ( Tertio Millennio Advenire, n° 15) Il terzo millennio è ormai vicinissimo, ricco di fascino simbolico. Questa data del 2000, così "tonda" e misteriosa incuriosisce e forse provoca qualche brivido o un sentimento di ansia! Per molti, girare la pagina dei 1000 sarà l'inizio di una nuova era di pace, di fratellanza universale, di benessere. Il Papa, nella sua lettera apostolica Tertio Millennio Advenire Insiste su alcuni significati del Giubileo. Nel passato doveva servire al rispristino della giustizia sociale 8 (n° 13). Per noi è un anno di grazia e di perdono (n° 14), che parla di gioia interiore e anche di gioia che si manifesta all'esterno ( n° 16). Il GIUBILEO vuol essere una grande preghiera di lode e di ringraziamento, soprattutto per il dono per il dono dell'Incarnazione del Figlio di Dio e della Redenzione da Lui operata (n°40). Questo Giubileo deve essere preparato con una catechesi appropriata che ha principalmente per scopo: di promuovere la conversione dei propri peccati, anche di violenze, di scandali, di ingiustizia sociale; di prendere coscienza delle nostre responsabilità nei confronti dei mali del nostro secolo: miserie, ingiustizie, disoccupazione, emarginazione, indifferenza religiosa; di stimolare i singoli e i gruppi ad agire per il bene della società e degli individui. Ogni cristiano deve sentirsi interpellato dal Giubileo. L'Anno Santo - così denominato prima del 1475 - è un avvenimento ecclesiale di grazia. Il popolo consapevole della natura vera del pecato come oltraggio a Dio e anche del desiderio di riscatto, chiedeva al Papa Bonifacio VIII, nel 1300 , una "perdonanza". "Poi la tradizione degli anni giubilari sarà legata alla cincesione delle Indulgenze in modo più largo che in altri periodi" ( TMA n° 14 ). Così il Giubileo è un'occasione di rinascita, un inno di speranza, presenza di un Dio nella nostra storia. Deve essere anche un tempo per riflettere e impegnarsi, come al tempo degli Ebrei dell'Antico Testamento e come Gesù lo dichiarava nella sinagoga di Nazaret. IL TERMINE GIUBILEO Questa parola ha origine biblica: deriva dall' ebraico Yobel, cioè il montone guida del gregge. Poi il termine passò ad indicare il corno del montone e finalmente il suono di questo corno cavo usato come tromba per radunare i fedeli alle cerimonie nel tempio di Gerusalemme. La legge mosaica prescriveva di suonare lo Yobel ogni 50 anni per annunciare al popolo un ANNO SANTO, dedicato al Signore ( Levitico, cap. 25 ). Il termine " GIUBILEO " sarà usato a partire dal 1475 dal Papa Sisto IV ( Della Rovere ). ORIGINE NELL' ANTICO TESTAMENTO L' anno giubilare era la conclusione di una serie di sette anni sabbatici. Nel passato la cifra sette era considerata come sacra, simbolo di pienezza e di perfezione. Dio aveva creato il mondo in sette giorni. Ora l' ANNO SABBATICO o settimo anno era dichiarato santo, la terra doveva riposare, i lavori dei campi dovevano essere sospesi ( Esodo 23, 10-11 ). Dopo 7 anni sabbatici, si aggiungeva un anno ai 49 già trascorsi: era il 50° giubilare. Il capitolo 25 del Libro del Levitico prescriveva come doveva essere santificato questo 50° anno. Il GIUBILEO doveva essere un anno di riposo per la terra e per gli uomini, un occasione di esaminare i rapporti umani, anche di ripristino dei beni familiari e della liberazione degli schiavi. Il GIUBILEO era dunque una tappa fondamentale che regolava il commercio, le compere e le vendite. Il credente si preoccupava di giustizia sociale, di carità verso i poveri e doveva riflettere sulla provvisorietà dei beni materiali. Il Levitico ( Cap. 25 ) riporta le norme fondamentali che regolano l' anno giubilare dell' Antico Testamento; altri accenni si ritrovano in Esodo ( 23, 10-11 ), Deuteronomio ( 15, 1-6 ) ed Ezechiele ( 46, 17 ). Questa legislazione ideale si ritrova anche presso popoli antichi dell' Oriente, ma non si hanno notizie precise riguardo all' effettiva applicazione di queste norme umanitarie. GESU' HA PARLATO DEL GIUBILEO Poco dopo il suo Battesimo nel Giordano Gesù passa per Nazareth, la sua città natale. Il Sabato si reca nella sinagoga e si alza per leggere un brano del profeta Isaia: " Lo Spirito del Signore è su di me... Mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista, per riflettere in libertà gli oppressi e predicare UN ANNO DI GRAZIA DEL SIGNORE " e aggiunge " Oggi si è adempiuta questa scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi " ( Luca 4, 18-22 ). PERCHE' IL GIUBILEO Il Papa Giovanni Paolo II, nella sua lettera apostolica, prende spunto dall'abitudine delle persone e delle nazioni di celebrare gli anniversari: di nascita, di matrimonio, di ordinazione sacerdotale o episcopale. Il pontefice parla delle nozze d'argento, d'oro e di diamante, e ricorda le celebrazioni del centenario e del millennio di città o di grandi avvenimenti storici (n° 15). Negli ultimi decenni abbiamo notato le celebrazioni dei 500 anni della scoperta dell'America, i 200 anni della Rivoluzione Francese, il 50° della fine della seconda guerra mondiale. Così la Chiesa, ogni 25 anni, con i Giubilei fa memoria dell'Incarnazione di Gesù Cristo e la rende attuale. Il tempo ha un'importanza fondamentale nel Cristianesimo: l'Incarnazione è la "pienezza dei tempi" (TMA 10). L'aspetto di giustizia sociale del Giubileo dell'Antico Testamento non è il principale per la Chiesa Cattolica. Il termine GIUBILEO ha un significato puramente spirituale e implica la remissione dei peccati, la liberazione dalle pene dovute alla giustizia divina: questo è il senso dell'indulgenza plenaria dell'Anno Santo. E' un anno di grazia, anno di conversione e di penitenza. Cristo, di cui si celebra il secondo millennio della nascita, è il centro della preparazione e della celebrazione del Giubileo. Il Papa, nella sua lettera apostolica che vuole indicare ai fedeli come prepararsi al Giubileo straordinario del 2000, specifica che : " il termine Giubileo parla di gioia, non soltanto di gioia interiore ma di un GIUBILO che si manifesta all'esterno, poichè la venuta di Dio è un evento anche esteriore, visibile, udibile e tangibile" (TMA n° 16) Le agenzie turistiche, il mondo dello spettacolo... si peroccupano delle feste civili, del cenone del 31 dicembre 1999. Nelle grandi città, ristoranti di grido e teatri famosi annunciano il "tutto esaurito". Un cristiano, anche se parteciperà alle manifestazioni di gioia popolare, non si ferma a queste considerazioni esteriori. Per il vero credente è il ricordo di un grande dono, un incontro con il Verbo di Dio fatto uomo, l'occasione di un serio esame di coscienza. Lo scopo dell'Anno Santo nella sua essenza è la conversione del popolo cattolico, l'approfondimento della fede, la partecipazione comunitaria alle cerimonie liturgiche. Quello che conta, soprattutto, è la consapevolezza del peccato, il desiderio del perdono e del riscatto, la riscoperta della preghiera individuale e comunitaria, l'aiuto effettivo alle opere caritative, l'avvicinamento alle chiese dei "Fratelli separati". Il Giubileo è un'occasione straordinaria di rinnovo spirituale da non sciupare, non è la commemorazione di un defunto, ma la celebrazione di una persona viva: Gesù Cristo, fatto uomo 2000 anni fa, unico Salvatore del mondo, ieri, oggi e sempre.