NewsI grandi divi in hotel a Roma

Il fascino della nostalgia

Il fascino della nostalgia     Fino al 28 ottobre 2012 sarà possibile visitare presso il Museo di Roma una bella mostra dedicata al nostro passato e ai divi che hanno fatto grande il cinema italiano nel dopoguerra. Si tratta dell’esibizione “Ombre e luci 1920-1960. Volti del Cinema nei ritratti di Manlio Villoresi. Selezione dell’Archivio Fotografico del Museo di Roma”, incentrata sul quarantennio del movimento neorealista in Italia, che comprende un centinaio di foto e ritratti dei più grandi attori di ogni tempo, descritti e resi immortali dalla pellicola dell’umbro Villoresi, che ebbe il privilegio di eternare queste figure per sempre. Si tratta quindi di un omaggio al cinema italiano, alle sue figure mitiche, alla sua espressività, alla capacità di trasmettere mediante persone tutto sommato normali modi di essere e di vivere di una quotidianità ormai lontana e svanita nel tempo.
Gli attori ricordati nella mostra romana non erano infatti solo bellissimi o dal fascino disarmante. La cosa che più importava per quel Neorealismo post-bellico era la carica interpretativa, la capacità di emozionarsi e far emozionare, la voglia di descrivere un mondo difficile e povero attraverso scene reali, vere e tangibili.
Sono passati cinquant’anni e senza dubbio di quei film in bianco e nero nella cinematografia italiana non è rimasta che qualche briciola. La maggior parte delle attrici di oggi non sanno recitare, vivono di botox e ritocchini per ingannare il corso del tempo senza rendersi conto che ingannano solo se stesse. Molti attori odierni, alcuni dei quali privi della dovuta esperienza, sono buttati sulla scena solo per il fatto di essere famosi grazie a qualche reality show, per essere stati “tronisti” in qualche programma pomeridiano o semplicemente sono stati scelti perché gonfi come Maciste, belli fuori e poveri dentro.
Nessun paragone è realmente possibile con Mastroianni e Gassman, con coloro che hanno reso indimenticabile il nostro cinema nel mondo, icone insostituibili e memorabili di una produzione artistica ad altissimo livello. Non è neppure pensabile accostare alla maggior parte delle avvenenti arriviste di oggi la grande Anna Magnani, la quale, come i più ricorderanno, preferiva non essere truccata per far vedere le rughe, perché facevano parte del suo essere e perché ci aveva messo una vita intera per farsele. Quale Neorealismo oggi? Assolutamente nessuno. Per i nostalgici la mostra del Museo di Roma è un’occasione perfetta per ricordare chi eravamo ed è forse l’unico modo per ritrovarci.
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