NewsCapolavori in luce

La pittura fiamminga a Roma

La pittura fiamminga a Roma   Sarà aperta al pubblico dal 1 ottobre 2012 al 20 gennaio 2013 una straordinaria esposizione d’arte che presenterà le eccezionali opere di Jan Vermeer. Senza dubbio le Scuderie del Quirinale a Roma, che ospitano la rassegna “Vermeer. Il secolo d’oro dell’arte olandese”, saranno in fermento, viste le aspettative per la mostra più attesa dell’anno, dedicata a questo grande pittore olandese.
Se la moglie di Vermeer potesse realmente destarsi dalla tomba probabilmente tirerebbe un sospiro di sollievo nel vedere a 400 anni di distanza il marito realmente osannato ed elogiato. Non bisogna infatti dimenticare le difficili condizioni di vita in cui versava il pittore e la sua famiglia, composta tra l’altro da ben quattordici figli, sia durante la vita di Vermeer che dopo la sua morte, tanto da indurre la moglie a vendere uno dopo l’altro le tele del marito. Ad ogni modo oggi la consorte Catherina sarebbe certamente soddisfatta, anche se sono passati circa due secoli prima che la critica romantica si accorgesse della pittura favolosa dell’olandese. Ma in fondo potremmo ben dire “meglio tardi che mai”!
Anche se circola già il nome di qualche dipinto in mostra non si hanno ancora notizie sicure di quali e quanti capolavori faranno effettivamente parte della rassegna romana ma senza dubbio la prima cosa che colpirà il visitatore, che osserva una tela di Vermeer, sarà la resa della luce, che viene quasi concretizzata in una esaltante evidenza materica. La sua arte è figlia dell’intellettualismo del XVII secolo e degli studi di ottica fiorenti nell’epoca. A tutto ciò si unisce chiaramente lo studio delle forme, della prospettiva, attraverso una straordinarietà emotiva e quasi poetica.
Inoltre il pittore olandese è noto, come in fondo anche altri della scuola olandese, per la capacità acuta di osservare la realtà, sia essa la città o un paesaggio o piuttosto la casa, l’atelier dell’artista, riproducendo il tutto con audaci associazioni cromatiche. Fondamentale è allora il rapporto tra il personaggio e l’ambiente circostante, con un’attenzione quasi maniacale alla suggestione della profondità. L’immagine, a tratti volutamente quasi sfocata, trae allora la sua bellezza e la sua veridicità dalle qualità illusionistiche degli elementi pittorici, resi attraverso un colore composto da piccoli punti ravvicinati e attentamente studiato mediante l’utilizzo dello strumento ottico della “camera oscura”, permettendo così di creare personaggi ed interni dai colori vivi e lucenti, utilizzando pigmenti e terre costosissime, che sicuramente pesarono sulle condizioni finanziarie già precarie della famiglia Vermeer.
All’interno dell’esposizione romana speriamo allora di poter ammirare la celebre tela “La ragazza con l’orecchino di perla”, che ha ispirato prima un libro e poi un film, interpretato dalla bellissima Scarlett Johansson, e vincitore anche di alcuni premi oscar.
L’esibizione alle Scuderie del Quirinale presenterà anche alcuni quadri di altri artisti contemporanei a Vermeer e che hanno fatto ampiamente parte della vivace scuola olandese del XVII secolo.
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