Difficile scrivere oggi su Roma senza rischiare di cadere nel retorico, o magari nel banale, del già detto e del già sentito, nell'esaltazione più ostentata o nel qualunquismo più terra terra.
Preferiamo allora prendere in prestito alcune frasi, scritte da artisti che, nel corso dei secoli hanno vissuto i suoi palazzi e le sue piazze e che hanno saputo cogliere alcune pecularietà e caratteristiche della città e del suo vivere che possono rappresentare altrettanti elementi di riflessione per chi si accinge a visitare, per un periodo più o meno lungo, la città "eterna".
"Possis nihil Urbe Roma visere maius" ("Possa tu mai vedere nulla più grande della città di Roma") Orazio (Venosa, 65 a.c.- Roma 8 a.c.)
"Madre comune d' ogni popolo è Roma e nel suo grembo accoglie ognun che brama farsi parte di lei. Gli amici onora; perdona a' vinti; e con virtù sublime gli oppressi esalta ed i superbi opprime" Pietro Metastasio (Roma, 1698- Vienna 1782)
"Vivo qui in uno stato di chiarità e di pace di cui da tempo non avevo neppur l'idea. Ogni giorno un nuovo oggetto degno di nota, ogni giorno immagini vive, grandi, peregrine, e un tutto ch'è vissuto a lungo nel pensiero e nel sogno, ma che l'immaginazione non bastava mai ad afferrare" Johann Wolfgang Goethe (Francoforte sul Meno, 1749 – Weimar, 1832)
"E' il clima, qui, il più grande degli artisti" e ancora "Ci si annoia talvolta a Roma il secondo mese di soggiorno, ma giammai il sesto, e, se si resta sino al dodicesimo, si è afferrati dall'idea di stabilirvisi" Stendhal (Grenoble, 1783 – Parigi, 1842)
"Ti ricordi ancora di Roma, cara Lou? Com'è nella tua memoria? Nella mia rimarranno un giorno solo le sue acque, queste limpide, stupende, mobili acque che vivono nelle sue piazze; e le sue scale, che sembrano modellate su acque cadenti, tanto stranamente un gradino scivola dall'altro come onda da onda; la festosità dei suoi giardini e la magnificenza delle grandi terrazze; e le sue notti, così lunghe, silenziose e colme di stelle" Rainer Maria Rilke (Praga, 1875- Montreux, 1926)
"Soltanto in quel luogo consacrato dai millenni, tutto ciò che c'è stato e ci sarà può convivere con tutto: l'alto e il basso, il vecchio e il nuovo, la religione e l'empietà, il fasto e la miseria, persino Dio e il Diavolo sembravano aver trovato un equilibrio stabile e duraturo in quella città, dove tutto è già accaduto, e mica una sola volta! Mille volte" Sebastiano Vassalli (scrittore italiano contemporaneo)
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